L’intervento di Nadia Vassallo all’assemblea con l’AUSL

L’assemblea pubblica con l’Ausl si è svolta in una sala colma di persone.

L’azienda ha ribadito la priorità delle attenzioni verso l’ospedale di Castelnovo, ha illustrato i vari investimenti in cantiere, ha accennato alle problematicità attribuibili al Covid e alla difficoltà a rimpiazzare gli organici per carenza di disponibilità di medici e infermieri.

Ci è sembrato un discorso sincero anche se condotto fino a quel momento con l’enfasi dei migliori emiliani.

Nadia è intervenuta leggendo l’intervento che qui riportiamo integralmente, ricevendo anche i meritati applausi.

La dottoressa Marchesi ha mostrato sensibilità verso le nostre proposte dicendo di condividere l’esperienza pisana da noi citata, che anche lei aveva studiato ma che poi gli eventi non han concesso di percorrere, così come anche la proposta che abbiamo fatto di destinare finanziamenti a borse di studio per medici specializzandi con vincolo di permanenza territoriale, seppur anche questa proposta fatta sua in Regione non sia potuta passare.

Rimane mistero fitto sul punto nascita: Bini ha esordito dicendo che non si doveva parlarne, che la Ausl ha fatto lo studio di fattibilità che la Regione ha chiesto, che tocca ora a Bonaccini e al ministero realizzare la promessa fatta di riaprirlo. La Marchesi ha dichiarato che Bini aveva già detto tutto e quindi non aggiungeva altro. A domanda di Nadia se è possibile leggere questo studio di fattibilità non è arrivata risposta alcuna. Mah!

L’intervento di Nadia:

Come prima cosa vorremmo ricordare il Professore Marconi nel cinquantesimo della sua morte, che ricorre proprio oggi, senza il quale non saremmo qui a parlare di ospedale.

Come premessa all’intervento che segue devo sottolineare che è frutto di un contributo collettivo del comitato e della lista di cui sono portavoce che raccoglie anche professionalità esperte in campo sanitario e che con essi si potrà approfondire il tema.

A fronte di richieste di chiarimenti e di modifica di una situazione sanitaria che si caratterizza per la riduzione di servizi, prestazioni, personale sanitario, la risposta della AUSL è abitualmente quella di allargare le braccia, adducendo l’ emergenza Covid, il pensionamento o mancanza di disponibilità di medici di medicina generale e specialisti, e al contempo rimarcare importanti investimenti in strutture già previsti e deliberati o comunque in arrivo.

Gli investimenti previsti sono in buona parte contemplati nell’ambito del Pnrr, che non include però risorse per la manutenzione e soprattutto per il personale necessario, aggravando in prospettiva la carenza della risorsa personale.

Il tutto termina con la rituale richiesta da parte dei rappresentanti degli enti locali di tenere presente il disagio della popolazione e di non avere memoria corta sulle promesse fatte

Ora, crediamo che sia giunto il momento, di fronte ai problemi che si aggravano, di verificare da parte dei rappresentanti delle comunità locali, quale sia la reale situazione dei Servizi sanitari in termini operativi, di risposta ai bisogni delle persone, se i percorsi di diagnosi e cura siano più fluidi e strutturati, se i tempi di attesa per ottenere una prestazione (ormai anche solo una prenotazione) siano adeguati o se invece determinino una mancata presa in carico della persona, a cui spesso non resta altro che pagare di tasca propria.

Considerazioni e proposte: nella Regione Toscana vi è la pubblica dichiarazione della Presidenza della Regione di consentire la effettuazione delle prestazioni considerate di base o essenziali in strutture all’interno del Distretto in cui risiede il cittadino che ne necessita. E’ così da noi? Cosa ne dite, rappresentanti dei cittadini, di chiedere che l’ effettuazione di una prestazione sanitaria al di fuori del Distretto di residenza determini una riduzione dell’ importo del ticket, di consistenza maggiore se la prestazione è fuori Provincia?

Sempre dalla Toscana: da ormai 7 anni nella Provincia di Pisa, e in tempi più recenti nelle altre Provincie, è in atto il Progetto “Open Access”, che consente l’ effettuazione delle seguenti prestazioni se sono una prima richiesta e non un controllo, entro 3, massimo 5 giorni, attenuando così gli accessi al PS:

1) VISITA CARDIOLOGICA (comprensiva di Elettrocardiogramma ed Ecocardiografia)

2) VISITA DI CHIRURGIA VASCOLARE

3) VISITA ENDOCRINOLOGICA

4) VISITA NEUROLOGICA

5) VISITA OCULISTICA

6) VISITA ORTOPEDICA

7) VISITA GINECOLOGICA

8)VISITA OTORINOLARINGOIATRICA

9) VISITA UROLOGICA

10) VISITA DERMATOLOGICA

11) VISITA GASTROENTEROLOGICA

12) VISITA PNEUMOLOGICA

13) VISITA DI CHIRURGIA GENERALE

14) VISITA REUMATOLOGICA

15) VISITA ALLERGOLOGICA

16) TC DEL TORACE

17) ECOGRAFIA MAMMARIA

18) ECOGRAFIA TIROIDEA

19) ECOGRAFIA MUSCOLO-SCHELETRICA

20) COLONSCOPIE

21) ESOFAGOGASTRODUODENOSCOPIE

La Regione Toscana ha inoltre esplicitato che se a seguito di queste prime visite specialistiche vi sia la necessità di ulteriori prestazioni, sia lo stesso specialista a richiederle, nei tempi che ritiene congrui, e che non rimandi al Medico di Medicina generale per tale adempimento. Quante volte da Noi è o non è così?

Altra proposta:

Cosa ne dicono i Dirigenti di questa Azienda, a livello di Cure Primarie, Distretto, Ospedale Direzione Sanitaria e Generale, di dedicare una parte del loro tempo a seguire alcuni cittadini nel loro percorso diagnostico terapeutico, a capirne gli ostacoli, gli intoppi, i blocchi, le conseguenze in termini di ansia, preoccupazione e salute?

Forse imparerebbero tanto, capirebbero meglio la differenza tra contenitori nuovi e vuoti e contenuti pertinenti, necessari per le persone e la loro salute

Ora una breve note relative al punto nascita del Sant’Anna.

Il sindaco ci ha informato stasera che l’Ausl ha fatto lo studio di fattibilità per la riapertura. Si può leggere?

Un’ultima istanza: siamo preoccupati per la nuova edilizia sanitaria che renderà ancora più problematico coprire con risorse umane i servizi attesi. Chiediamo quindi che parte dei soldi destinati alla sanità pubblica siano utilizzati sempre per finanziare nuovi posti in specialità, attraverso l’assegnazione di borse di studio a giovani medici di montagna che restituiscano l’investimento attraverso l’impegno a svolgere la professione nei luoghi di origine per una precisa quantità di tempo.

Grazie.

Comitato salviamo le Cicogne, gruppo consigliare Castelnovo ne’ Cuori

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