a Donini non può fregar di meno…

L’assessore alla sanità della regione Emilia Romagna ad interrogazione sullo stato di avanzamento dei piani di fattibilità per la riapertura dei punti nascita, attesi entro l’estate 2021, non ha praticamente risposto, dicendo che sono stati impegnati in altro, hanno un disavanzo di 800 milioni, ma ha sempre in mente il problema.

Una risposta così articolata la poteva darla anche il centralinista del palazzo regionale.

Non ci stupisce più di tanto: sia perché siamo donne, e quindi finita la retorica questa è la considerazione, sia perché a Donini non può fregar di meno essendo quella dei punti nascita una figuraccia ed una cattiveria non sua, ma del suo predecessore Venturi e dell’attuale presidente Bonaccini.

Va da sé che la faccia per aver promesso in campagna elettorale la riapertura e per l’autocritica pubblica fatta dopo, ce la rimette Bonaccini che da campione di decisionismo e uomo del fare si ritrova invece a figurare come anello debole dove comanda una lobbies molto agguerrita rappresentata dalle società mediche e dai dirigenti sanitari.

Intanto le donne, nel silenzio calato sulle loro vicende, continuano a partorire dopo una o due ore di doglie passate lungo il tragitto per arrivare a Reggio e a volte sulla stessa ambulanza che le trasporta.

Quel che si dice sanità di prossimità.

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