Zoro

Bonaccini non faccia Zoro

Nell’ultimo Consiglio il sindaco di Castelnovo ha comunicato che vi saranno una serie d’incontri fra l’assessore Donini ed i sindaci dei comuni montani con ospedali per parlare della imminente riapertura dei punti nascita.

La cosa ci conforta perché finalmente il progetto più volte annunciato esce dalle stanze della Regione, facendo così aumentare la credibilità della promessa.

Ciò nonostante sappiamo come le vie dell’inferno siano lastricate di buone intenzioni e che il diavolo si nasconde nei dettagli, per cui aspettiamo ad esprimere un giudizio positivo fino a quando i contenuti del progetto non saranno resi noti.

Ma già il metodo ci allarma non poco: possibile che la discussione sia riservata agli addetti ai lavori e ai sindaci ovvero la stessa compagine che decise di chiudere e ha gestito la difesa del palazzo dalle proteste delle donne e dei montanari?

Possibile che ci sia questa paura verso le persone che loro amministrano, questa autoreferenza e questo credersi di un livello superiore rispetto alla gente comune?

Eppure chi ha creato questo assurdo che in nome della sicurezza hanno chiuso l’assistenza al parto in tutta la montagna emiliana sono loro, e sono loro quelli che in nome di un potenziale e mai provato rischio infinitesimale, inferiore a quello di una reazione avversa alla vaccinazione da Covid, ha relegato le donne alla squallida realtà dei parti in ambulanza e le doglie in elisoccorso, e alla condanna di due ore di strada fra tornanti, nebbia, ghiaccio e traffico per arrivare nella fabbrica dei parti giù in pianura.

Ciò nonostante, loro si continuano a considerare “i competenti”.

Ora, tanto per capirci, nel comitato Salviamo le Cicogne l’apporto di capacità e competenze specialistiche non è certo mancato, considerando che sono state smascherate anche le mistificazioni del comitato scientifico della Regione oltre a tutte le operazioni volte a boicottare la deroga legittima che spetta al Sant’Anna… ma quel che più conta, è che le Cicogne sono DONNE, le prime interessate al funzionamento in sicurezza del punto nascita, donne che hanno partorito e donne che sono state salvate assieme alla propria figlia grazie alla vicinanza dell’assistenza, donne che sono anche madri, mogli, imprenditrici e lavoratrici oltre ad essere montanare e vivere in un territorio bello e aspro, che i politici frequentano solo in vacanza o per le campagne elettorali.

Bonaccini non faccia lo stesso errore di Zoro che, per sfuggire all’accusa di maschilismo mossa dal rifiuto di Rula Jebreal a partecipare come unica donna su sette invitati alla sua trasmissione, ha risposto “le donne le invitiamo non in quanto donne, ma perché competenti”, facendo con la toppa un danno peggiore del buco.

Nessuno è più competente di noi che viviamo sulla nostra pelle dal 2017 il pericolo che avete creato voi, nessuno è più competente delle donne per pensare a sé stesse.

Abbiate la compiacenza di incontrarci.

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