Intervista a Radio Bruno

Questo il testo integrale. 

Cosa ne pensate delle recenti dichiarazioni di Bonaccini?

Le affermazioni di Bonaccini sono importanti.
Ha dichiarato che lui riapre i punti nascita di montagna che lui stesso ha chiuso e anche quello che chiuse Errani nel Bolognese.
Lo ha annunciato a 4 giorni dal voto regionale di gennaio, lo ha ribadito subito dopo, lo ha incredibilmente affermato durante il periodo di quarantena del Covid, lo ha detto due giorni fa parlando degli investimenti sulla sanità.
Lo dice senza essere sottoposto a pressioni.
Noi Cicogne, ad esempio abbiamo sospeso la mobilitazione proprio a causa dell’epidemia e lo abbiamo fatto anche come forma di rispetto per tutti.
E’ evidente che Bonaccini vive il problema come un impegno personale da mantenere.
E’ altrettanto evidente che questo nuovo Bonaccini sconfessa quello della giunta precedente che invece era nel solco tracciato dalla strategia nazionale dei tagli della sanità, della sanità concentrata su grandi poli, e che quindi accettava di buon grado tutti i paraventi pseudo-scientifici per dire che lasciare senza assistenza al parto l’intera montagna regionale era per la sicurezza delle donne.
C’è un insieme di fattori che lo hanno portato a questo cambiamento: la triste realtà dei casi nefasti e dei tanti parti in ambulanza, la lotta dei comitati di ogni provincia che ha fatto in modo che la questione non venisse sepolta, anzi, noi in particolare abbiamo prodotto un insieme di pubblicazioni che smascheravano le tesi mediche e l’iter non corretto prodotto dalla Regione nel presentare al Ministero le domande di deroga. Poi ha sicuramente pesato anche il massaggio chiaro proveniente dalle urne elettorali, un segnale di protesta per l’abbandono della montagna a sé stessa, che ora Bonaccini giustamente cerca di recuperare.

Quindi presto riapriranno i punti nascita?

Non lo sappiamo, ce lo auguriamo perché il nostro mestiere di comitato civico non è quello di essere a favore o contro una persona o un partito ma di difendere i diritti dei cittadini, in questo caso delle mamme e dei bambini, quindi ben venga la riapertura in condizioni di piena sicurezza e prima possibile.
E’ chiaro che ora la questione è più complicata perché quel che c’era è stato smantellato, ma soprattutto è ancora tutta in piedi la lobby di chi rema contro. E’ andato via Venturi, sta andando via Nicolini direttore dell’AUSL di Reggio, ma ci sono ancora tutte le corporazioni mediche e infermieristiche che avevano fatto quadrato assieme a Venturi e ci sono in campo tutti gli interessi di prima a concentrare i parti tutti su Reggio, attraverso la megalomania da 50 milioni di euro del MIRE.

Per noi la battaglia è ancora tutta in piedi, non mancheremo di dare il nostro contributo, perché la politica non è nuova alle promesse mancate… basta una promozione verso Roma e tutto torna a cadere…

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