Partorire lungo la strada oggi

Non abbiamo mai cambiato di un centimetro la nostra denuncia: è da irresponsabili aver chiuso tutti i punti di assistenza alla nascita nella montagna emiliana con l’ipocrita motivazione che lo si faceva per la sicurezza delle donne.
Se chi li ha chiusi adesso afferma di riaprirli non può vantar meriti ma deve solo sentire il dovere di ripristinare una situazione di civiltà che il decennio nero dei tagli ha brutalizzato. 
Avrà invece un merito se cambierà l’attuale progetto megalomane e accentratore del MIRE che sperpera ingenti risorse pubbliche per nutrire l’ambizione provinciale della Reggio bene.
L’esperienza dell’epidemia dovrebbe averci insegnato i valori dei nostri padri del dopoguerra: la sobrietà, la concretezza, la distribuzione delle risorse nei territori e fra la gente.
Crediamo che il presidente Bonaccini manterrà la parola, anche se troverà una pletora di sabotatori all’opera per fermarlo. 
E’ il momento di essere forti contro i potenti, a favore delle donne, della natalità, della montagna, della sicurezza, del buon senso, della giustizia.
Sapremo essere onesti nel valutare, e nel caso sotterrare finalmente l’ascia da combattimento.

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